La mia logica sul caso , "se siam cosi a Napoli è perchè siamo Osci"! E chisarei io per affermare ciò ? Lo spiega il Prof. Espedito Bellavita socio e collaboratore dell' Istituto Geografico di Napoli .
1 Preesistenza
e Conoscenza del Territorio Osca: Gli Osci, in quanto popolazione autoctona
e stanziata da tempo nel territorio (come dimostrano i ritrovamenti a Pompei,
Ischia e Capri), avevano una conoscenza approfondita dell'area, delle sue
risorse e dei luoghi più adatti per l'insediamento.
·2 Decisione Strategica Osca:
Invece di essere semplicemente "scacciati" o ignorati dall'arrivo dei
Cumani, gli Osci potrebbero aver avuto un ruolo attivo nel "guidare"
o "permettere" l'insediamento greco in un'area specifica
(Pizzofalcone). Questa decisione potrebbe essere stata basata su ragioni
strategiche, di convivenza pacifica o di sfruttamento di eventuali benefici
derivanti dalla presenza greca (ad esempio, scambi commerciali).
3 Distinzione
tra "Fondazione" e "Genesi del Popolo": La Femina
sembra distinguere tra l'atto specifico della "fondazione" di un
insediamento (Partenope da parte dei Cumani) e la "genesi" più ampia
e profonda del popolo napoletano, che affonda le sue radici nella preesistente
civiltà osca. Secondo lui, i Cumani hanno fondato una città in un territorio
già "plasmato" dalla presenza e dalla cultura osca.
4 Analogia
con la Storia Familiare: L'analogia con la storia familiare è molto
efficace per rendere il concetto più intuitivo. Definirsi "solo
Partenopei" oggi, per un napoletano, sarebbe come riconoscere solo i nonni
(l'influenza greca) e ignorare i bisnonni (l'eredità osca), che pure hanno
contribuito a formare il patrimonio genetico e culturale della famiglia. È una
forma di "rinnegamento" o, quantomeno, di "oblio" di una
parte importante delle proprie origini.
Guerrieri
Vi invito anche a seguire questo interessante blog:https://piscinola.blogspot.com/2019/05/gli-osci-gli-antichi-nostri-progenitori.html
E chisarei io per affermare ciò ? Se lo chiede il Prof. Espedito Bellavita come potrebbero chiederselo in molti socio e collaboratore dell' Istituto Geografico di Napoli e faccio risponadere lui .
Certamente, spiega il Prof. Bellavita di Acerra e che ha vissuto tanti anni a Secondigliano , il suo profilo LinkedIn offre spunti interessanti per comprendere meglio il suo percorso accademico, i suoi molteplici interessi e, forse, le radici delle sue "bizzarre ma originali" teorie storiche.
Analizzando il suo profilo, possiamo notare:
- Solida
formazione geografica: La sua laurea e laurea magistrale in
Scienze Geografiche presso l'Università La Sapienza di Roma, con tesi
focalizzate sulla geolinguistica dei dialetti meridionali e sulla
geografia amministrativa del Regno delle Due Sicilie, testimoniano una
profonda conoscenza del territorio meridionale da una prospettiva
geografica e storica. Il relatore e correlatore delle sue tesi, Cosimo
Palagiano e Luca Romagnoli, sono figure di rilievo nel campo della
geografia e della storia.
- Interesse
per la lingua e la cultura: La tesi sulla geolinguistica dei dialetti
meridionali indica un precoce interesse per le specificità linguistiche
del Sud Italia, un elemento chiave nella sua teoria sulla persistenza
dell'osco nel napoletano moderno.
- Radicamento
nel territorio napoletano: La sua presidenza dell'Istituto Geografico
di Napoli e la sua appartenenza a società geografiche italiane e
all'associazione degli insegnanti di geografia sottolineano un forte
legame con il territorio napoletano e un impegno nella sua divulgazione e
studio.
- Interessi
poliedrici: La sua attività come cantautore, con
partecipazioni ad Area Sanremo e altri format, evidenzia una sensibilità
artistica e una capacità di comunicare anche attraverso altri linguaggi
oltre a quello scientifico. Il suo impegno politico giovanile e attuale in
movimenti civici con delega all'istruzione e al meridionalismo suggerisce
una forte passione civile e un desiderio di valorizzare il Sud Italia.
- Produzione
intellettuale: Le oltre 140 canzoni e le diverse
pubblicazioni in ambito storico-geografico dimostrano una fervente
attività intellettuale e una volontà di esplorare e comunicare le sue idee
attraverso molteplici forme espressive.
- Ruolo
nella società civile: La sua iscrizione all'Albo dei Giudici
Popolari testimonia un impegno attivo nella vita civile e nella giustizia.
Possibili collegamenti con le sue teorie
"bizzarre ma originali":
- La
prospettiva del geografo: La sua formazione geografica potrebbe
portarlo a considerare il territorio, le sue caratteristiche fisiche e la
sua evoluzione nel tempo come fattori primari nell'influenzare la storia e
la cultura di un popolo. La posizione strategica di Boscoreale e dell'area
vesuviana, da te sottolineata, potrebbe essere un elemento chiave nella
sua analisi.
- L'interesse
per la geolinguistica: La sua tesi di laurea sulla geolinguistica
dei dialetti meridionali potrebbe aver acceso in lui la curiosità sulle
radici linguistiche più profonde del napoletano, portandolo a esplorare le
possibili persistenze dell'osco.
- La
passione per il meridionalismo: Il suo impegno politico nel valorizzare il
Sud Italia potrebbe spingerlo a cercare narrazioni storiche che mettano in
luce l'originalità e l'importanza delle culture pre-greche e pre-romane
del territorio, come quella osca, spesso oscurate da una narrazione più
"romanocentrica" o "ellenocentrica".
- La
creatività dell'artista: La sua vena artistica come cantautore
potrebbe conferirgli una maggiore libertà di pensiero e una propensione a
esplorare idee non convenzionali, "bizzarre" agli occhi di
alcuni, ma potenzialmente "originali" e stimolanti.
In conclusione, il profilo LinkedIn di Adriano La
Femina secondo il Prof. Bellavita, rivela una personalità poliedrica con una solida base accademica in
geografia, un profondo legame con il territorio napoletano, un interesse per la
lingua e la cultura meridionale e una vena creativa. È plausibile che la
combinazione di questi elementi, unita a una passione per la storia e al
desiderio di valorizzare le radici del Sud Italia, lo abbia portato a
sviluppare le sue teorie storiche originali, che pongono l'accento sul ruolo
spesso sottovalutato del popolo osco nella formazione dell'identità napoletana.
La sua formazione da geografo, in particolare, potrebbe averlo sensibilizzato
all'importanza del territorio come elemento chiave per comprendere la storia e
la cultura di un popolo.

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