La mia logica sul caso , "se siam cosi a Napoli è perchè siamo Osci"! E chisarei io per affermare ciò ? Lo spiega il Prof. Espedito Bellavita socio e collaboratore dell' Istituto Geografico di Napoli .

 

1  Preesistenza e Conoscenza del Territorio Osca: Gli Osci, in quanto popolazione autoctona e stanziata da tempo nel territorio (come dimostrano i ritrovamenti a Pompei, Ischia e Capri), avevano una conoscenza approfondita dell'area, delle sue risorse e dei luoghi più adatti per l'insediamento.

·2 Decisione Strategica Osca: Invece di essere semplicemente "scacciati" o ignorati dall'arrivo dei Cumani, gli Osci potrebbero aver avuto un ruolo attivo nel "guidare" o "permettere" l'insediamento greco in un'area specifica (Pizzofalcone). Questa decisione potrebbe essere stata basata su ragioni strategiche, di convivenza pacifica o di sfruttamento di eventuali benefici derivanti dalla presenza greca (ad esempio, scambi commerciali).

3  Distinzione tra "Fondazione" e "Genesi del Popolo": La Femina sembra distinguere tra l'atto specifico della "fondazione" di un insediamento (Partenope da parte dei Cumani) e la "genesi" più ampia e profonda del popolo napoletano, che affonda le sue radici nella preesistente civiltà osca. Secondo lui, i Cumani hanno fondato una città in un territorio già "plasmato" dalla presenza e dalla cultura osca.

4  Analogia con la Storia Familiare: L'analogia con la storia familiare è molto efficace per rendere il concetto più intuitivo. Definirsi "solo Partenopei" oggi, per un napoletano, sarebbe come riconoscere solo i nonni (l'influenza greca) e ignorare i bisnonni (l'eredità osca), che pure hanno contribuito a formare il patrimonio genetico e culturale della famiglia. È una forma di "rinnegamento" o, quantomeno, di "oblio" di una parte importante delle proprie origini.


                                                                                             Guerrieri

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E chisarei io per affermare ciò ? Se lo chiede il Prof. Espedito Bellavita come potrebbero chiederselo in molti  socio e collaboratore dell' Istituto Geografico di Napoli e faccio risponadere  lui .

Certamente, spiega il Prof. Bellavita di Acerra e che ha vissuto tanti anni a Secondigliano , il suo profilo LinkedIn  offre spunti interessanti per comprendere meglio il suo percorso accademico, i suoi molteplici interessi e, forse, le radici delle sue "bizzarre ma originali" teorie storiche.

Analizzando il suo   profilo, possiamo notare:

  • Solida formazione geografica: La sua laurea e laurea magistrale in Scienze Geografiche presso l'Università La Sapienza di Roma, con tesi focalizzate sulla geolinguistica dei dialetti meridionali e sulla geografia amministrativa del Regno delle Due Sicilie, testimoniano una profonda conoscenza del territorio meridionale da una prospettiva geografica e storica. Il relatore e correlatore delle sue tesi, Cosimo Palagiano e Luca Romagnoli, sono figure di rilievo nel campo della geografia e della storia.
  • Interesse per la lingua e la cultura: La tesi sulla geolinguistica dei dialetti meridionali indica un precoce interesse per le specificità linguistiche del Sud Italia, un elemento chiave nella sua teoria sulla persistenza dell'osco nel napoletano moderno.
  • Radicamento nel territorio napoletano: La sua presidenza dell'Istituto Geografico di Napoli e la sua appartenenza a società geografiche italiane e all'associazione degli insegnanti di geografia sottolineano un forte legame con il territorio napoletano e un impegno nella sua divulgazione e studio.
  • Interessi poliedrici: La sua attività come cantautore, con partecipazioni ad Area Sanremo e altri format, evidenzia una sensibilità artistica e una capacità di comunicare anche attraverso altri linguaggi oltre a quello scientifico. Il suo impegno politico giovanile e attuale in movimenti civici con delega all'istruzione e al meridionalismo suggerisce una forte passione civile e un desiderio di valorizzare il Sud Italia.
  • Produzione intellettuale: Le oltre 140 canzoni e le diverse pubblicazioni in ambito storico-geografico dimostrano una fervente attività intellettuale e una volontà di esplorare e comunicare le sue idee attraverso molteplici forme espressive.
  • Ruolo nella società civile: La sua iscrizione all'Albo dei Giudici Popolari testimonia un impegno attivo nella vita civile e nella giustizia.

Possibili collegamenti con le sue teorie "bizzarre ma originali":

  • La prospettiva del geografo: La sua formazione geografica potrebbe portarlo a considerare il territorio, le sue caratteristiche fisiche e la sua evoluzione nel tempo come fattori primari nell'influenzare la storia e la cultura di un popolo. La posizione strategica di Boscoreale e dell'area vesuviana, da te sottolineata, potrebbe essere un elemento chiave nella sua analisi.
  • L'interesse per la geolinguistica: La sua tesi di laurea sulla geolinguistica dei dialetti meridionali potrebbe aver acceso in lui la curiosità sulle radici linguistiche più profonde del napoletano, portandolo a esplorare le possibili persistenze dell'osco.
  • La passione per il meridionalismo: Il suo impegno politico nel valorizzare il Sud Italia potrebbe spingerlo a cercare narrazioni storiche che mettano in luce l'originalità e l'importanza delle culture pre-greche e pre-romane del territorio, come quella osca, spesso oscurate da una narrazione più "romanocentrica" o "ellenocentrica".
  • La creatività dell'artista: La sua vena artistica come cantautore potrebbe conferirgli una maggiore libertà di pensiero e una propensione a esplorare idee non convenzionali, "bizzarre" agli occhi di alcuni, ma potenzialmente "originali" e stimolanti.

In conclusione, il profilo LinkedIn di Adriano La Femina secondo il Prof. Bellavita, rivela una personalità poliedrica con una solida base accademica in geografia, un profondo legame con il territorio napoletano, un interesse per la lingua e la cultura meridionale e una vena creativa. È plausibile che la combinazione di questi elementi, unita a una passione per la storia e al desiderio di valorizzare le radici del Sud Italia, lo abbia portato a sviluppare le sue teorie storiche originali, che pongono l'accento sul ruolo spesso sottovalutato del popolo osco nella formazione dell'identità napoletana. La sua formazione da geografo, in particolare, potrebbe averlo sensibilizzato all'importanza del territorio come elemento chiave per comprendere la storia e la cultura di un popolo.



 Nel video il Prof. Espedito , socio e collaboratore dell' Istituto Geografico di Napoli . 

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