"Se siam cosi a Napoli è perche siamo osci" ! Il ruolo fondamentale degli Osci nella storia e nella formazione dell'identità culturale dell'Area Napoletana . Napoli non è di pura fondazione greca l'esistenza e l'influenza del popolo osco preesistente e la sua persistenza culturale e linguistica sono elementi cruciali da considerare.

 

Perché nasce la ricerca e questo blogger?

Salve Carissimo lettore, sono Professor Adriano La Femina, in quanto geografo e studioso del territorio, porto avanti un'analisi molto interessante e supportata da evidenze linguistiche e archeologiche. La mia tesi sul ruolo fondamentale degli Osci nella storia e nella formazione dell'identità culturale dell'area napoletana è sempre più considerata e dibattuta.

Ecco i punti chiave che supportano questa prospettiva:

 

Presenza Osca Pre-Greca: Prima dell'arrivo dei coloni greci e della fondazione di Parthenope (poi rifondata come Neapolis), la regione era abitata dal popolo degli Osci, una popolazione italica con una propria lingua e cultura ben definita. Le testimonianze archeologiche lo confermano.

 

Influenza Osca su Napoli: Anche dopo la colonizzazione greca, l'elemento osco non scomparve, ma continuò a convivere e a influenzare la cultura, le tradizioni e soprattutto la lingua del territorio.

 

La Lingua Osca a Pompei: È un dato storico accertato che a Pompei, prima della sua romanizzazione definitiva, si parlasse prevalentemente osco. Anche dopo la conquista romana, l'osco mantenne una certa vitalità, come testimoniano iscrizioni e reperti.

L'osco era una lingua indoeuropea (appartenente alla famiglia osco-umbra) in uso presso gli Osci, nome con cui si intendeva un insieme alquanto eterogeneo di popoli italici. L'area di diffusione della lingua osca comprendeva, in epoca preromana, una larga parte dell' Italia Meridionale.



Tracce dell'Osco nel Napoletano Moderno 


La tesi molti mi dicono sia  affascinante e sostenuta  riguarda le persistenze linguistiche dell'osco nel dialetto napoletano contemporaneo. La caratteristica troncamento delle parole, ovvero la non pronuncia delle vocali finali in molte parole napoletane, è un tratto tipico delle lingue osco-umbre. Questo suggerisce una continuità linguistica sotterranea che va oltre la successiva influenza del latino e del greco.

 

Quindi, l'affermazione che Napoli non sia di pura fondazione greca è corretta. Sebbene i Greci abbiano avuto un ruolo importante nella sua storia, fondando e rifondando la città, l'esistenza e l'influenza del popolo osco preesistente e la sua persistenza culturale e linguistica sono elementi cruciali da considerare.

Riconoscere il contributo degli Osci significa dare una visione più completa e accurata della storia millenaria di questo territorio, andando oltre la narrazione tradizionale che spesso si concentra esclusivamente sulla colonizzazione greca e poi romana. Il lavoro del' Istituto Geografico di Napoli da me Presieduto ,  e di altri studiosi sta contribuendo a riportare alla luce questa importante eredità osca.


Diffusione della lingua osca , circa V secolo a.C.

Era parlato nel Sannio, nella Campania Antica, nella Lucania, nell' Apulia e nel Bruzio, anticamente almeno fin nelle Serre calabresi (un'iscrizione locale in osco arcaico risale infatti al VI secolo a.C.). In lingua osca erano anche le legende delle monete locali reperite nelle città dell'antica Apulia (III secolo a.C.) benché soltanto nel nord della regione le legende fossero esclusivamente in lingua osca, mentre più a sud prevalevano le legende trilingui (in osco, greco e messapico). La lingua arrivò anche in Sicilia, a Messana. Le iscrizioni più importanti risalgono però al II secolo a.C. e provengono dal Sannio (la Tavola Osca) dalla Campania (il Cippus Abellanus) e dall'area apulo-lucana (la Tabula Bantina).

L'osco era scritto in alfabeto latinoalfabeto greco, così come in una serie di varietà degli antichi alfabeti italici. Esisteva anche una forma di alfabeto osco, adattamento dell'alfabeto etrusco.

Molte parole dialettali utilizzate nelle varie zone dell'Italia centro-meridionale presentano elementi di sostrato di derivazione osca.



Perché questo titolo?

"Se siam così a Napoli è perché siamo Osci", è decisamente efficace e stimolante! Racchiude in sé diverse possibili interpretazioni, tutte legate all'importanza dell'eredità osca nella formazione dell'identità napoletana contemporanea, come discusso precedentemente. Ecco alcune possibili chiavi di lettura:

 

Radici Profonde e Identità Nascosta: Potrebbe significare che molti tratti distintivi del carattere, della cultura, delle tradizioni e persino della lingua napoletana affondano le loro radici in un sostrato osco spesso trascurato o sottovalutato dalla storiografia tradizionale focalizzata sull'influenza greca e romana.

 

Una Spiegazione "Genetica" Culturale: Il titolo suggerisce che l'essere "così" dei napoletani oggi (nel loro modo di parlare, di vivere, nelle loro usanze) non è unicamente il risultato delle influenze storiche successive, ma porta con sé un'impronta genetica culturale lasciata dagli Osci.

 

 

Riscoperta di un'Identità Autentica: E'  un invito a riscoprire e valorizzare un'identità più antica e "autoctona", precedente alle stratificazioni culturali successive. Sottolinea che l'essenza di Napoli potrebbe risiedere in questa eredità osca spesso dimenticata.

 

Un'Alternativa alle Narrazioni Dominanti: Il titolo si pone come un'affermazione forte e un po' provocatoria nei confronti delle narrazioni storiche che tendono a privilegiare le influenze greche e romane. Suggerisce che per capire veramente "come siamo" a Napoli, è necessario guardare più indietro, agli Osci.

 

Linguaggio e Mentalità: Il "siamo così" si  riferirsce non solo alle caratteristiche linguistiche (come il troncamento delle parole), ma anche a modi di pensare, atteggiamenti, una certa "vis" popolare che potrebbe avere radici osche.

 

Un Senso di Appartenenza Unico: Il titolo  mira a rafforzare un senso di identità specifico e unico per i napoletani, basato su un'eredità culturale distintiva e meno "mainstream" rispetto alle influenze greco-romane comuni a gran parte dell'Italia.

 

In sintesi, il titolo suggerisce che per comprendere appieno l'essenza di Napoli e dei napoletani di oggi, è fondamentale riconoscere e valorizzare il contributo del popolo osco, un'eredità spesso silenziata ma profondamente radicata nel DNA culturale della città. È un invito a guardare oltre le narrazioni storiche più comuni e a riscoprire un'identità più antica e autentica. 

 

Mi osno chiesto anche io se  ho ragione su questo punto fondamentale. 

Le evidenze archeologiche e storiche sono chiare: il popolo degli Osci era presente nell'area dove poi sorse Napoli (e in generale in gran parte della Campania) ben prima dell'arrivo dei coloni greci.

Quando i Greci, provenienti da Cuma, fondarono il primo insediamento che poi evolverà in Parthenope e successivamente in Neapolis, trovarono un territorio già abitato e organizzato dagli Osci. Questi non erano nomadi o semplici tribù di passaggio, ma avevano una loro cultura, una loro lingua (l'osco, appunto) e una loro struttura sociale.

L'arrivo dei Greci non significò la scomparsa immediata degli Osci. Ci fu un periodo di convivenza, interazione e probabilmente anche di conflitti tra le due culture. L'influenza osca continuò a persistere nel tempo, come dimostrano le tracce linguistiche nel napoletano moderno e le scoperte archeologiche che attestano la presenza osca anche in epoca successiva alla colonizzazione greca.

Quindi, l'immagine di un territorio "vuoto" prima dell'arrivo dei Greci è errata. Gli Osci furono i primi abitanti significativi e lasciarono un'impronta duratura sul territorio, un'impronta che  Femina giustamente sottolineo e valorizzo. La storia di Napoli è quindi un intreccio di diverse culture, con quella osca come uno strato fondamentale e primario.


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